Bartolomeo Cristofori viene ricordato come un cembalaro, organaro e liutaio italiano, tra i più famosi costruttori di clavicembali della storia, nonché l’inventore del “fortepiano”, il precursore del pianoforte così come lo conosciamo oggi.

Biografia e vita privata del precursore del pianoforte

Bartolomeo Cristofori nacque a Padova il 4 maggio del 1655, morendo a Firenze il 27 gennaio del 1732. Del corso della sua infanzia non si conosce tutt’oggi molto, fatta eccezione per il suo lavoro da cembalaro al Cristofori che lo portò al servizio dal principe Ferdinando de’ Medici, figlio del granduca di Toscana Cosimo III, grande appassionato di musica e strumenti musicali. L’attività gli permise di dedicarsi al trasporto di vari strumenti tra cui organi e strumenti ad arco.

Tra le richieste del duca venne commissionata a Bartolomeo Cristofori quella di un particolare strumento musicale capace di percuotere le corde piuttosto che pizzicarle. I primi stereotipi di fortepiani di Bartolomeo Cristofori uscirono nei primi anni venti del Settecento, in seguito al decesso del mecenate mediceo. Tra le sue costruzioni spicca soprattutto quella del 1722, conservato odiernamente nel Museo degli strumenti musicali di Roma. Tra gli allievi di Bartolomeo Cristofori si ricorda Giovanni Ferrini, il quale lavorò successivamente alla corte di Spagna e Domenico Del Mela dove realizzò un fortepiano verticale tra i primi mai costruiti. La morte di Bartolomeo Cristofori avvenne il 27 gennaio del 1732 a Firenze,  sepolto a Santa Croce.

Invenzioni del Cristofori

Bartolomeo Cristofori viene considerato il precursore della moderna invenzione del pianoforte, sotto diverse altre attribuzioni tra le quali: lo strumento spinetta del 1693 integrando la dicitura “Bartholomaeus Cristophori Patavinus / faciebat Florentiae / MDCCXIII” sulla striscia sopra i tasti; il contrabbasso del 1715, integrante la scritta “Bartolomeo Cristofori in Firenze MS Primo” sul legno del fondo; il fortepiano del 1720 dove si legge “Bartholomaeus De Cristophoris Patavinus inventor faciebat Florentiae MDCCXX” sulla parte anteriore del blocco che sorregge la meccanica.

Il fortepiano del 1722, con inciso “Bartholomaeus De Christophoris Patavinus inventor faciebat Florentiae/ MDCCXXII” sopra i tasti; il clavicembalo del 1722 integrante la scritta “Bartholomaeus De Christophoris Patavinus faciebat Florentiae MDCCXXII” sopra i tasti; il fortepiano del 1726, con inciso sopra i tasti  “Bartholomaeus De’ Christophoris Patavinus inventor faciebat Florentiae MDCCXXVI”; il clavicembalo del 1726 dove sopra i tasti si legge “Bartholomaeus De’ Christophoris Patavinus faciebat Florentiae MDCCXXVI”.

Di attribuzione dubbia sono invece le strumentazioni il clavicembalo del 1702, il clavicembalo del 1703 presentando uno stemma mediceo e dubbia iscrizione; il clavicembalo del 1703 firmato “Bartholomaeo Christofori Patavinus fecit Florentiae 1703”, il clavicembalo traverso non datato (c. 1725).

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