Siete curiosi di conoscere questa antichissima divinità, di cui si conosce davvero poco, nonostante sia stata una dea di grande importanza, soprattutto tra la popolazione dei cartaginesi? Allora siete nel posto che fa al vostro caso! Qui di seguito infatti potrete trovare diverse informazioni, che vi permetteranno di capire la storia e l’importanza di questa divinità. 

La sua storia

Tanit è sicuramente la più importante tra le dee cartaginesi, ma nonostante ciò non sappiamo molto sulle sue origini, che sono davvero molto antiche. Esistono diverse teorie e diversi pensieri riguardo alle origini di questa dea. Alcuni sostengono di averla vista nella terra dei Fenici, altri invece parlano di lei come la più grande divinità del deserto nell’Africa Settentrionale. Le sue prime tracce risalgono al V secolo, esattamente nella città di Cartagine, che discendeva dai Fenici di Tiro. Uno dei primi tempi dedicati alla dea venne eretto a Roma, vicino al santuario di Giunone Moneta, dove il culto di questa dea prese piede, per poi diffondersi anche in Numidia, in Mauritania, in Spagna, in Sicilia, in Sardegna, a Malta e soprattutto a Cartagine.

Chi era Tanit?

L’importantissima dea Cartaginese Tanit aveva dei grandissimi poteri. La dea aveva potere infatti sul sole, sulla luna e sulle stelle. Ella si definiva la dea del piacere e dell’acqua dolce, ma le vennero attribuiti anche altre denominazioni, come dea dell’amore e della morte, proprio per questo dea creatrice ma allo stesso tempo distruttrice. L’albero che la rappresentava era la palma, mentre il simbolo della sua forza in terra era il serpente, così come il leone, la colomba, l’uva, il melograno ed i pesci. Per raffigurare la sua enorme importanza e potenza, molti la raffiguravano come androgina, mentre guida un carro con una lancia in mano, in modo da aver dentro di se sia la parte femminile che quella maschile, riuscendo addirittura a superarli. Il nome della Dea sembrerebbe di origini libiche e non si hanno certezze su quale possa essere la sua corretta pronuncia. Esistono diverse teorie a riguardo, che sostengono la correttezza di diverse pronunce di questo nome, ma la pronuncia del nome Tanit, che è quella più conosciuta ed utilizzata, venne maggiormente conosciuta grazie al successo dell’opera ” Salammbo” dello scrittore Gustave Flaubert. Il culto della dea Tanit corrisponde con il culto del tophet, ovvero un’area considerata sacra all’interno della quale sembrerebbe che venissero sacrificati i primogeniti delle famiglie nobili. Alcuni credono che questa notizia sia stata diffusa come forma di propaganda contro i cartaginesi, ciò nonostante esistono delle testimonianze archeologiche che affermerebbero l’esistenza di alcuni scheletri di bambini all’interno dei tophet dedicati alla dea Tanit. Infine, diversi ritrovamenti affermano che il culto della dea Tanit fosse diffuso in differenti e ampie zone del Mediterraneo, anche oltre alle Colonne d’Ercole.

Di Maricla

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