Contratto cedolare secca: cos’è, quando e come si applica?

Un contratto che conviene agli utenti che hanno intenzione di proporre in affitto un locale ad uso domestico, è quello di attingere alla “cedolare secca”. Tale contratto può avvenire:

  • Alla stipula del contratto di locazione
  • Durante gli anni di locazioni
  • In caso di proroga
  • Al rinnovo di un nuovo contratto

Ovviamente solo i proprietari di un immobile possono eseguire la cedolare secca. Chiunque abbia una casa o un’unità immobiliare affittata, non possono eseguire un contratto di “sub affitto” con questo contratto.

Solo le unità abitative che sono appartenenti al catasto in categoria A1 fino ad A11, esclusa la A10, possono richiedere questa “variante” di contratto. Tuttavia, cos’è esattamente la cedolare secca? Se ne parla molto, ma non tutti sanno esattamente a cosa serva.

Cedolare secca, perché farlo?

Sintetizziamo cos’è la cedolare secca, notando che su internet si parla di termini e gerghi tecnici che fanno venire il mal di testa. La cedolare secca è un regime agevolato per avere una possibile applicazione di un’aliquota che varia dal 10% al 21% sui canoni di affitto. Questo permette anche di proporre un canone più basso agli affittuari. A beneficiarne possono essere diversi utenti.

Attenzione che comunque, la scelta di usare la cedolare secca, avviene solo se viene richiesta dal proprietario. Inoltre, non viene permessa agli affittuari che eseguono un lavoro indipendente o autonomo. Infatti, per utilizzare tale contratto, gli affittuari devono svolgere un lavoro dipendente. Tra l’altro, il contratto di cedolare secca non permette nemmeno di eseguire una detrazione totale. Infatti, è possibile detrarre fino ad un massimo del 19%, purché il canone annuale non superi 2.633 euro.

Per il 2020 c’è una nuova aliquota

In questo 2020 ci sono state delle modifiche per il contratto della cedolare secca. Oggi, un proprietario immobiliare che usa questo contratto, lo può applicare solo su canone incassato. Mentre per l’utente affittuario ha dei costi minori da pagare. Essa consiste in un’aliquota sostitutiva, quindi sostituisce la tassa dell’Irpef, dell’imposta del contratto di affitto e non c’è più la necessità della marca da bollo. Inoltre, oggi è possibile anche applicare la cedolare secca su locali commerciali fino ad un massimo di 600 metri quadri.

Novità per il piano casa

Fino al 2019 era possibile richiedere un’aliquota fino al 12.5%, ma oggi è stata fissata al 10%. Si applica per determinati locali, ma spessa per tutti i contratti che sono in aree metropolitane delle città di capoluoghi e provincia. Anche per i Comuni che hanno degli stati di emergenza è possibile richiederla come cambio di contratto. In queste zone possono essere gli stessi affittuari a richiedere al proprietario di avere una variazione del contratto di locazione. Si tratta di un diritto che si applica per avere una diminuzione dei canoni mensili da versare.

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