La Commissione Europea si è occupata di redigere una prima bozza in merito alle linee guida per la realizzazione dei progetti informatici basati sull’intelligenza artificiale di ultima generazione. L’esigenza di giungere ad una regolamentazione in merito si è resa necessaria al fine di garantire il rispetto dell’essere umano in relazione al pericolo non vincolante nello sviluppo delle intelligenze artificiali.

Intelligenza artificiale: di che cosa si tratta

Le innovazioni in campo informatico hanno portato allo sviluppo delle intelligenze artificiali soggette alla necessità dell’emanazione delle linee guida da parte dell’Unione Europea, messe a punto nel 2018 sotto una selezione tra 52 diverse progettazioni. La bozza del testo è stata resa pubblica lo scorso 18 dicembre 2018, sotto forma di un codice etico comprendente una serie di importanti informazioni a livello dei sistemi di sviluppo, soffermandosi sulla necessità di garantire sicurezza e robustezza delle realizzazioni.

La bozza redatta dalla Commissione Europea sottolinea la necessità della libertà e della dignità umana, sotto una prevalenza maggiore delle decisioni umane rispetto alle capacità integrate all’interno dei sistemi di intelligenza artificiale. A tale scopo anche gli algoritmi dovranno dimostrarsi del tutto comprensibili alla decifrazione umana, attraverso la messa a disposizione di un codice etico tuttavia volontaria da parte dei Governi, sotto norme non vincolanti, nonostante la necessità del rispetto delle norme giuridiche e delle varie Costituzioni.

La maggior parte delle macchine e delle programmazioni dotate di intelligenza artificiale, hardware e software, si dimostreranno in grado di agire in piena autonomia in modo automatico senza la necessità costante della figura umana di supporto. Le ultime innovazioni si dimostreranno in grado di assorbire un quantitativo inferiore di energia, sotto dimensioni piuttosto ridotte.

I primi progetti nella storia

L’intelligenza artificiale vanta una storia risalente al 1943 ad opera dei ricercatori Warren McCulloch e Walter Pitt, i quali si apprestarono alla realizzazione del primo neurone artificiale, sotto la realizzazione successiva del volume letterario redatto dallo psicologo canadese Donald Olding Hebb. Nel 1950 anche l’attenzione di Alan Turing cercò di portare alla luce la possibile relazione tra un computer e le elaborazioni umane, mentre a lanciare i primi linguaggi di comunicazione artificiale, tramite le varie programmazioni, fu lo statunitense John McCarthy nel 1956.

Nel 1990 i mercato informatico subì in seguito un ampliamento grazie all’arrivo sul mercato dei primi modelli  processori grafici, ovvero le Gpu – graphics processing unit, un nuovo metodo di elaborazione dei dati basati su  chip neuromorfici elaborando storage e dati all’interno di un unico micro componente in grado di ricreare le funzionalità del cervello umano.

Di

Lascia un commento