Frattura scomposta polso: diagnosi e trattamenti per guarire

Tra le diverse fratture che ci si può procurare, quella al polso è sicuramente tra le più frequenti, in quanto basta una caduta o un piccolo incidente per incorrere nel rischio di rompersi un polso. Sicuramente le fratture al polso non sono tutte uguali ed ognuna di queste, richiede un particolare trattamento per guarire adeguatamente. Nei prossimi paragrafi vedremo in particolare come riconoscere una frattura scomposta del polso e come bisogna curarla eventualmente. 

Diagnosi

E’ piuttosto comune rompersi il polso, in quanto questo è composto da ben otto ossa differenti. Generalmente quando si parla di frattura del polso, l’osso che nella maggior parte dei casi è coinvolto è il radio e la sua frattura, in termini scientifici viene chiamata frattura radiale distale. Questo tipo di frattura può essere a sua volta di due diverse tipologie: può essere infatti una frattura composta, piuttosto che scomposta.

Nel caso di una frattura composta, l’osso coinvolto non subisce alcun tipo di spostamento e in genere, questo tipo di frattura viene curato con un tutore o una stecca. Nel caso invece di una frattura scomposta, vi è proprio una rottura dell’osso in uno o più punti ed il conseguente spostamento dei frammenti di osso, derivanti da questa frattura.

Per riconoscere una frattura scomposta del polso è sempre necessario fare una lastra che permetta di vedere lo stato del vostro osso, ciò nonostante, esistono dei segnali che possono permettervi di capire che probabilmente potreste avere una frattura scomposta del polso. Questi chiari sintomi sono: gonfiore, dolore, possibile deformazione del polso e talvolta la mancata possibilità di muovere le dita della mano. 

Trattamenti per guarire

Principalmente, la cura per la frattura scomposta del polso, consiste nell’utilizzo di un tutore o del gesso, in modo da tenere allineate le ossa ed i diversi frammenti di esse ed inoltre, sostenendo il polso così da alleviare in parte il dolore, soprattutto durante il primo periodo. Per riacquisire totalmente le funzionalità originali del polso, così da poterlo utilizzare come prima della frattura, i tempi di guarigione sono piuttosto lunghi nel caso di una frattura scomposta e soprattutto, non sono in tutti i casi uguali.

Esistono infatti diversi fattori che influenzano la guarigione della frattura scomposta, che può dunque avvenire più o meno lentamente. I principali fattori che entrano in gioco nel periodo di guarigione della frattura sono: la gravità della frattura, per cui se l’osso è rotto in più punti necessiterà di maggior tempo per guarire; l’età del paziente, in quanto più il paziente è giovane, più l’osso guarirà velocemente; la salute generale del paziente; l’alimentazione ed infine, la costanza che il paziente impiega nella cura della frattura, in modo particolare nell’effettuare fisioterapia.

In linea di massima quindi, i tempi di guarigione per una frattura scomposta del polso variano dai 2/3 mesi per una persona giovane e in salute, fino ai 5/6 mesi per una persona anziana. Infine, è importante sapere che una frattura scomposta del polso anche dopo essere del tutto guarita, può in futuro provocare la comparsa di tendinite e artrite del giunto. A questo proposito, in alcuni casi risulta necessario un ulteriore trattamento o un intervento di tipo chirurgico.

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