Vi capita di chiedervi come sia nata questa tecnica, ad oggi utilizzata abitualmente, che permette di immortalare momenti ed immagini di qualsiasi natura, lasciandone una traccia permanente? Allora siete nel posto che fa al vostro caso! Qui di seguito infatti vi sarà spiegato come è nata la fotografia e quale sia stata la sua lenta evoluzione che l’ha portata a perfezionarsi sempre più, giungendo a dei risultati di altissima qualità. 

La nascita della fotografia

Non è possibile stabilire con esattezza quando sia nata la fotografia, in quanto questa tecnica è il risultato di una lenta evoluzione e di diversi studi e ricerche avvenuti in epoche diverse. Si può però affermare che per primi a giungere alla scoperta vera e propria di questa tecnica, furono degli studiosi arabi nel 1400, grazie all’utilizzo della camera oscura. Grazie a questa straordinaria invenzione, infatti, questi osservarono che in una stanza completamente buia, realizzando un piccolo foro su una parete di essa, si sarebbe potuto vedere l’immagine dell’esterno proiettata in maniera capovolta sulla parete opposta. Questo piccolo foro, fu in seguito sostituito da una lente, ma nonostante ciò la qualità dell’immagine che veniva proiettata rimaneva del tutto discutibile, a causa delle degli obiettivi di scarsa qualità.

Molti sostengono, invece, che le origini della fotografia risalgano al Medioevo, quando gli alchimisti avevano scoperto un nuovo composto chimico con delle proprietà molto particolari. Essi infatti facendo scaldare insieme il sale da cucina e l’argento, avevano scoperto che il sale libera il cloro (un gas) che va a legarsi con l’argento, dando così vita al cloruro di sodio, che al buio è di colore bianco, mentre alla luce del sole diventa viola e talvolta nero. Proprio grazie a questa scoperta, si diffuse l’idea di dare vita a delle immagini su delle sostanze sensibili alla luce del sole, utilizzando semplicemente i raggi solari.

L’evoluzione della fotografia

Un personaggio molto importante che diede una svolta all’evoluzione della tecnica fotografica fu Niepce. Egli infatti grazie alla stretta collaborazione con il pittore francese Daguerre, nel 1837, giunse all’invenzione di un nuovo “macchinario” che prese il nome di “Dagherrotipo”. Si trattava di una lastra in rame, ricoperta d’argento, esposta all’azione dello iodio. L’immagine che si otteneva dalla fotocamera era piuttosto sfuocata e poco marcata, ma diventava molto più definita ed evidente se esposta ai vapori di mercurio e successivamente fissata con acqua salata, precedentemente scaldata. Questa nuova tecnica utilizzata per la fotografia lasciò molti senza parole, tanto che il governo francese decise di acquistare il Dagherrotipo. Quasi contemporaneamente alla sua invenzione, esattamente nel 1834, in Inghilterra Talbot diede vita ai primi negativi su carta, utilizzando una particolare carta al clorulo d’argento. Furono proprio questi gli anni in cui la tecnica della fotografia si diffuse, prendendo una posizione importante all’interno nel mondo dell’arte.

Questo non significa che la fotografia fu ritenuta una vera e propria forma d’arte come ad esempio la pittura, ma piuttosto serviva ai pittori, in quanto procurava loro delle immagini utilizzabili come bozzetti. Successivamente però anche il ruolo della fotografia si evolse, infatti iniziò ad essere utilizzata come biglietto da visita o come regalo, creando così la necessità di dare vita a degli album dove poterle raccogliere. Oggi la fotografia è alla portata di tutti noi, in quanto grazie alla sua evoluzione siamo giunti ad avere delle fotografie digitali. E’ infatti molto difficile trovare al giorno d’oggi qualcuno che utilizzi ancora delle macchine fotografiche manuali, a parte pochi appassionati e professionisti in questo campo.

Di Maricla

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