Nella storia Marzia è stata la seconda moglie di Catone, vissuta nella seconda metà del I secolo a.C., figlia di Lucio Marcio Filippo. Marzia venne data in sposa a Catone, conosciuto anche come l’Uticense, in giovanissima età, ricordata proprio per questa unione.

D’accordo con Catone, il padre di Marzia, dette successivamente la ragazza in sposa a Quinto Ortensio Ortalo, a scopo puramente procreativo. Dopo la morte di quest’ultimo però Marzia ritornò da Catone, rappresentando un simbolo di fedeltà coniugale.

Catone l’Uticense e il matrimonio con Marzia

M. Porcio Catone, ribattezzato anche come l’Uticense, fu un avversario temibile di Cesare durante lo scoppio della guerra civile, prima di suicidarsi nella battaglia di Tapso a seguito della sua sconfitta. Nel Medioevo il suo personaggio divenne un simbolo difensore delle politiche repubblicane, modello austero di fedeltà al punto da sacrificare la propria vita.

Catone viene citato anche all’interno dell’opera letteraria della Divina Commedia di Dante Alighieri, nei panni del custode del Purgatorio nonostante la battaglia contro Cesare e l’atto estremo del suicidio. Catone appare nel primo Canto della Divina Commedia, all’interno del Purgatorio, a seguito dell’uscita di Dante e Virgilio dalla ‘natural burella’.

Nei pressi della spiaggia del secondo regno Catone viene descritto dall’autore come una figura autorevole dalla lunga barba e dai capelli brizzolati, raccolti in due trecce sul petto. In questa rappresentazione Catone assume le sembianze di un uomo anziano e saggio, il quale ispira una particolare severità.

Nel primo canto del Purgatorio Catone rimprovera Dante e Virgilio, accusandoli di essere fuggiti dall’Inferno, prima di ascoltare le spiegazioni dei due protagonisti. Lo stesso Dante, proprio come Catone, appare vivo all’interno del Limbo dove risiede lo stesso custode del Purgatorio.

Virgilio annuncia a Catone il giorno della ammissione in Paradiso nell’occasione prossima dell’arrivo del giorno del Giudizio, ricordando a Catone il suo suicidio avvenuto a Utica.

Marzia all’interno della Divina Commedia

Nel primo canto della Divina Commedia di Dante Alighieri, in prossimità del Purgatorio, Virgilio stringe una promessa con il custode Catone. Per poter oltrepassare il Purgatorio Virgilio e Dante promettono al custode di parlare con la moglie Marzia, la quale si trova all’interno del Limbo.

Virgilio assicura a Catone una conversazione con Marta, ma lo stesso rifiuta l’offerta del viaggiatore, invitandolo a lavare il viso di Dante per l’incontro con l’angelo che presiede la porta del Purgatorio, consigliando di accingere i suoi fianchi con un giunco liscio in segno di estrema umiltà.

Catone riappare all’interno del secondo canto della Divina Commedia, dove ha luogo il canto di Casella e la fuga di Dante e i presenti verso la montagna.

Di

Lascia un commento