medicina

L’utilizzo del catetere vescicale è una procedura che viene praticata per assicurare un corretto svuotamento della vescica in tutti quei casi in cui viene diagnosticata una ritenzione urinaria acuta e in quelli in cui il processo evacuativo risulti essere difficoltoso oppure compromesso da vari fattori.

Si tratta di una manovra che può provocare infezioni e quindi, deve necessariamente essere fatta da personale specializzato, il quale oltre a garantire la sterilità del posizionamento deve conoscere tutte le caratteristiche delle varie tipologie di cateteri.

L’infermiere a seconda del caso specifico, in presenza di uomo o donna, dovrà quindi scegliere la tipologia più adatta, le dimensioni tendendo conto della conformazione fisica e della condizione clinica del paziente.

Che cos’è il catetere vescicale?

Il catetere vescicale è un tubicino sterile che viene inserito nella vescica attraverso l’uretra oppure tramite un foro praticato sull’addome. Quest’ultimo metodo è quello più utilizzato. Esistono vari tipi di catetere vescicale che si distinguono in base alle dimensioni, chiamate “calibro”, al numero di vie, alla tipologia di materiale e al tipo di punta.

Calibro e numero di vie

Il calibro è standard, calcolato secondo l’unità di misura “French” (F) conosciuta anche come unità di Charrière (Ch). Le misure possono variare da 12 a 24 F per gli adulti e da 8 a 12 F per i bambini. Il numero di vie consente, invece, di distinguere i cateteri:

  • ad una via: con una sola via per il deflusso delle urine;
  • a due vie: con una via per il deflusso delle urine e una per la distensione di un palloncino per l’ancoraggio in vescica;
  • a tre vie: con una via per il drenaggio, una per l’ancoraggio e un’ultima via per consentire l’irrigazione vescicale.

Materiali

I cateteri vescicali possono essere realizzati:

  • in lattice: il cui utilizzo viene consigliato per brevi periodi, dal momento che si tratta di un materiale che può provocare possibili allergie e irritazioni;
  • in hydrogel: composti da lattice ma con un rivestimento esterno in “hydrogel” per fare in modo che possano essere utilizzati anche da coloro che sono allergici; 
  • in silicone: che sembrano essere quelli più morbidi e quindi, consigliati per un utilizzo a  lungo termine;
  • in PVC: che sembrano essere in grado di provocare un basso rischio di irritazione, ideali per un cateterismo intermittente.

Tipologie

Per quanto riguarda la punta invece, possiamo distinguere i cateteri vescicali in:

  • Foley: una tipologia molle, confortevole e per questo maggiormente utilizzata;
  • Nelaton: utilizzato soprattutto nella donna;
  • Couvelaire: una tipologia semirigida, utilizzata soprattutto in caso di emorragia vescicale o dopo prostatectomia radicale;
  • Dufour: un tipo semirigido, indicato in caso di tamponamento vescicale.

Differenza catetere vescicale per uomo e donna

Il catetere vescicale è composto da un circuito di drenaggio e una sacca di raccolta. I parametri secondo i quali si possono distinguere i cateteri sono quattro: calibro o diametro esterno, numero delle vie, materiale e consistenza, caratteristiche dell’estremità.

In base allo scopo della manovra e alle caratteristiche del paziente la manovra per il posizionamento potrà essere: temporanea, intermittente o a permanenza. A seconda dei casi, il catetere da utilizzare dovrà avere caratteristiche diverse per dimensioni e conformazione fisica.

L’uretra femminile per anatomia, è più corta di quella maschile e quindi, più facilmente distendibile. L’uretra maschile, invece, è più lunga e stretta. In base a questa conformazione, il catetere vescicale può variare per lunghezza e calibro, mentre non sembrano esserci differenze per quanto riguarda le altre caratteristiche così come per l’inserimento.

Quale dimensione scegliere?

Il calibro rappresenta il diametro esterno del catetere, che viene misurato sulla scala di Charrière, secondo la quale 1 Ch equivale a 1/3 mm. Più il calibro è piccolo e minore sembra essere il rischio di potere provocare possibili lesioni all’uretra. Allo stesso tempo, anche più lenta sarà però l’evacuazione delle urine. Solitamente si scelgono cateteri di calibro:

  • 12-14 Ch in caso di urine chiare;
  • 16-18 Ch urine torbide;
  • 20-24 Ch piuria e macro-ematuria.

Queste sono ovviamente indicazioni generali che possono variare a seconda del caso specifico. Solitamente la scelta del calibro viene effettuata dall’infermiere tenendo conto, oltre che delle caratteristiche delle urine anche della conformazione fisica del paziente, per evitare di creare traumi che potrebbero provocare possibili complicazioni anche molto gravi e per ridurre il più possibile il disagio per il paziente.

 

Di Chiara