Onerarie, le navi mercantili romane: storia e curiosità

Gli antichi romani sono ancora oggi ricordati per le loro grandi costruzioni navali, che hanno permesso loro di cavalcare le onde del mare e sfruttarlo per fini differenti: trasportare le merci, piuttosto che militari, piuttosto che per combattere in guerra. Nei prossimi paragrafi potrete conoscere meglio e più nel dettaglio una particolare tipologia di nave romana, quella mercantile, destinata al trasporto delle merci, che prende il nome di nave oneraria.

Quali sono le navi onerarie?

Spesso se pensiamo alle antiche navi romane, riaffiora subito alla mente l’immagine di una grande nave, molto lunga e affusolata, che richiede un gran numero di ramatori affinché questa possa navigare. Queste navi romane però, non vanno confuse con le onerarie romane che come abbiamo già detto erano navi mercantili, deputate al trasporto di merci. Le navi allungate e affusolate di cui abbiamo appena parlato sono invece quelle che i romani utilizzavano come navi da guerra. Le navi onerarie erano invece rispetto a queste ultime più corte e più larghe ed assumevano così un aspetto piuttosto compatto e leggermente tondeggiante. Solitamente le navi onerarie erano lunghe circa 19 m, mentre la loro larghezza corrispondeva ad un terzo della lunghezza, per cui si aggirava circa sui 6 m, mentre infine il pescaggio di queste navi era la metà della larghezza e per cui misurava circa 3 m. Molto spesso queste navi erano riconoscibili poiché sulla prua si trovava una grande testa di cigno rivolta verso la nave, oppure anche altre decorazioni di tipo architettonico piuttosto vistose e di importanti dimensioni.

Curiosità sulle navi onerarie

In questa tipologia di nave, in molti casi, la cabina era posizionata a poppa ed il timoniere si trovava sul suo tetto. Inoltre a poppa vi erano anche due unità remo-timone, disposte una su ciascun lato ed erano fissare tra loro attraverso delle corde. Questi due erano manovrati dal clavus, ovvero una barra trasversale che veniva inserita nella testa del remo, in modo tale che questo potesse ruotare da sé sul proprio asse, così che il timoniere non dovesse fare un eccessivo sforzo in questo lavoro. Un  altro elemento che facilitava parecchio la navigazione di queste navi era la presenza della vela, che sfruttando la forza del vento permetteva all’imbarcazione di muoversi autonomamente. Sull’albero maestro delle navi onerarie infatti, vi si trovava una grandissima vela, che poteva essere di forma quadrata piuttosto che trapezoidale. Su queste navi vi erano poi generalmente altri due alberi, uno che si trovava a prua ed era solitamente inclinato in avanti ed un altro invece a poppa. Nonostante come abbiamo già detto queste navi utilizzavano la loro grande vela come principale strumento per muoversi nel mare, erano comunque dotate di remi che venivano per lo più utilizzati per effettuare le manovre di allontanamento e di avvicinamento. Infine la capacità di queste navi mercantili, per cui la quantità di merci che queste potevano trasportare, era misurata in anfore ( dove un anfora corrispondeva a 45/50 kg ), oppure in modii ( dove un modo corrispondeva a circa 6.6 kg ).

 

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