Siete curiosi di sapere quale sia il principale strumento utilizzato dal topografo per svolgere il suo complesso lavoro? Allora siete nel posto che fa al vostro caso! Qui di seguito infatti potrete trovare le informazioni generali che risponderanno alla vostra domanda, riuscendo così a capire di che tipo di strumento fa utilizzo il topografo e come funziona. 

Il topografo

Il topografo è colui che attraverso dei rilevamenti tipografici, ovvero delle particolari misurazioni, raccoglie dati di fondamentale importanza per realizzare delle cartine o per registrare la posizione di un qualcosa presente nello spazio. Per svolgere questo tipo di lavoro, sono necessari diversi strumenti specifici, che permettono al topografo di rilevare misure, distanze e molto altro ancora. Con lo sviluppo delle tecnologie, anche il lavoro del topografo è stato in parte facilitato attraverso l’utilizzo di strumenti sempre più avanzati e precisi. Lo strumento principale senza il quale il topografo non può svolgere il suo lavoro è però la cosiddetta stazione totale, che si è evoluta nel tempo permettendo al topografo di svolgere passaggi fondamentali per il suo lavoro in maniera sempre più precisa.

La stazione totale

La stazione totale, come ho già accennato precedentemente, è il principale strumento utilizzato dal topografo per lo svolgimento del suo lavoro. Questa può essere considerata come l’evoluzione tecnologica di uno strumento preesistente che aveva il nome di teodolite ottico-meccanico. Il teodolite aveva l’unica possibilità di misurare gli angoli, mentre nella stazione totale questo è stato integrato con un distanziometro ed un computer di bordo che hanno reso possibile la misurazioni di angoli orizzontali, angoli verticali, distanze oblique e dislivelli. La stazione totale viene posizionata dal topografo in un punto ben preciso, che prende appunto il nome di stazione, dopo di che egli guarda all’interno del cannocchiale della stazione totale, inquadrando altri punti dei quali registrerà la misura, ovvero la posizione di questi rispetto alla stazione. Questa misura la si può effettuare sia utilizzando, piuttosto che non utilizzando un prisma riflettente. Si tratta di uno strumento dotato di uno specchio, capace di riflettere il laser che viene emesso dal distanziometro della stazione totale. Se il prisma viene utilizzato dal topografo, allora questo dovrà disporre oltre che di una stazione totale, anche di un canneggiatore, ovvero un bastone graduato sul quale viene posto il prisma e grazie al quale questo viene spostato di volta in volta sui punti da rilevare. Nel caso in cui invece il prisma non venga utilizzato, il topografo dovrà direttamente mirare a ciò che sarà oggetto della sua misurazione. La stazione centrale ha il compito di misurare il tempo di cui necessita il raggio laser emesso dal distanziometro per colpire il determinato punto per poi tornare indietro, calcolandone così la distanza. L’utilizzo del prisma permette al topografo di misurare delle distanze maggiori, rispetto a delle misurazioni effettuate senza l’utilizzo di questo, oltre che permettere di effettuare misurazioni più precise. I rilievi che il topografo effettua utilizzando una stazione totale prendono il nome di rilievi celerimetrici e forniscono ad egli importanti informazioni, come la posizione di un punto all’interno di un piano e il dislivello presente tra questo punto e la stazione totale.

Di Maricla

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