Sostenitori di Robespierre: chi erano e cosa affermavano

Robespierre fu un personaggio storico di grande rilievo, che lasciò un’importante segno nella storia Francese, ma anche in quella europea e che fu per diversi anni uno dei protagonisti della Rivoluzione Francese. Nei prossimi paragrafi, vi sarà possibile conoscere più da vicino quelli che furono i sostenitori di Robespierre, grazie ai quali la sua figura assunse un tale potere; riuscendo così a comprendere quale fosse il loro pensiero e cosa fecero per essere tutt’oggi ricordati.

Chi erano i sostenitori di Robespierre?

I sostenitori di Robespierre, che come abbiamo già detto furono personaggi molto importanti nel corso della Rivoluzione Francese, sono comunemente chiamati con il nome di Giacobini ed entrarono in scena con l’inizio della Rivoluzione e per cui con la presa della Bastiglia, il 14 Febbraio del 1789. La storia dei Giacobini però ebbe in realtà inizio già prima della presa della Bastiglia, quando un gruppo di deputati Bretoni decisero di formare a Versailles un’associazione politica. In un secondo momento l’associazione politica si trasferì da Versailles a Parigi, prendendo così il nome di Società degli Amici della Costituzione; ciò nonostante, questo club fu sempre conosciuto con il nome di club dei Giacobini. 

Cosa affermavano i Giacobini

E’ importante sottolineare, che il club dei Giacobini non mantenne sempre nel corso della storia lo stesso orientamento politico e di conseguenza, lo stesso pensiero riguardo a ciò che stava accadendo in Francia con la Rivoluzione. Inizialmente infatti, il club dei Giacobini era basato su di un’ impronta politica moderata e più precisamente, monarchico-costituzionale. In un secondo momento invece, dopo il tentativo di fuga da parte del Re Luigi XVI, l’orientamento dei Giacobini non fu più considerabile come moderato, infatti assunse un aspetto e delle caratteristiche decisamente più radicali, ispirate al repubblicanesimo ed alla democrazia. Questo cambiamento fu dettato principalmente dal fatto che il club dei Giacobini, in seguito al tentativo di fuga del Re, fu affidato alla guida di Robespierre. In questo periodo i Giacobini si scontrarono con i Girondini, un altro club politico, sostenuto principalmente dalla borghesia. I Giacobini invece, riuscirono ad ottenere l’appoggio di un ulteriore club politico di quel tempo, quello dei Sanculotti parigini, che era fortemente sostenuto dalle masse proletarie e per cui dalla maggior parte del popolo. Forti dell’unione con i Sanculotti, i Giacobini riuscirono a sconfiggere il governo Girondino nel 1793, ma a seguito di questa faccenda, iniziarono ad esserci tensioni all’interno del gruppo dei Giacobini, alcuni dei quali avevano idee più moderate riguardo alla sorte dei Girondini, mentre altri, tra cui proprio Robespierre, consideravano assolutamente necessaria la guerra. Da qui ebbe inizio quel periodo noto con il nome di periodo del Terrore. In questo periodo storico il potere passò totalmente nelle mani di Robespierre, che insieme a pochi e stretti collaboratori, decise di esercitare il proprio potere in modo molto estremista e violento. I risultati di questo periodo del Terrore furono moltissime condanne a morte, che si verificarono a causa della grande velocità con cui avvenivano i processi ed inoltre, grazie all’eliminazione degli avvocati difensori. Queste misure del tutto estreme e molto dannose adottate da Robespierre, segnarono la disfatta del club dei Giacobini, che non avevano più ormai l’appoggio del popolo. Il club venne definitivamente chiuso il 19 Novembre dei 1794.

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